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Pesca a mosca

La pesca a mosca si pratica con varie tecniche, quali possono essere la pesca a secca, la pesca a ninfa, la pesca con lo streamer.

Tutte quante sono redditizie, a seconda però dell’orario di pesca correlato con la stagione e del livello d’acqua del fiume.

Analizziamo individualmente queste tre tecniche per poter dare un’indicazione più chiara e utile per poter rendere la giornata di pesca più redditizia e più piacevole.

Pesca a NINFA

Attrezzatura

L’attrezzatura ideale per questa tecnica risulta essere ottimale una canna di lunghezza compresa tra i 9 ft e 11 ft, con una coda #4-5.

Per quanto concerne le ninfe da utilizzare, la gamma è vastissima e per quanto abbiamo detto precedentemente quello che conta di più è il peso, abbinato conseguentemente alla dimensione, quindi si consigliano ninfe costruite su ami del #10 – 12 – 14 – 16, provviste o meno di beads.

Il finale compreso il tip deve avere una lunghezza pari a circa una volta e mezza la canna, con il tip avente un diametro compreso tra Ø 0.14 – Ø 0.18 mm.

Tecnica

La pesca a ninfa viene praticata da molti pescatori in vari modi, chi predilige risalire il fiume, chi preferisce scendere verso valle e chi ancora inserisce una variante e pesca in trattenuta.

Iniziamo col dire che tutte e tre le possibilità d’approccio della tecnica sono buone. La maggioranza dei PAM ritiene più corretto pescare il tratto desiderato risalendo la corrente, ovvero lanciando a monte il/i nostro/i artificiale/i seguendo con la canna la discesa a valle in modo naturale della/e nostra/e ninfe.

Bisogna avere l’accortezza, affinché questa tecnica sia ancor più redditizia, non tenere troppo in tensione la coda di topo per paura di incagliare sul fondo l’artificiale o di non essere pronti a ferrare nel caso di un’abboccata, perché così facendo le ninfe non lavorano in modo naturale cosicché il pesce percepisce l’inganno.

La modalità di pesca di cui sopra è sempreverde, ovvero va benissimo in qualsiasi condizione di acqua e in qualsiasi stagione.

Un lungo tratto di fiume difficilmente è completamente omogeneo e il peso degli artificiali scelti per un determinato punto non è detto che vada bene per gli altri hot spot in cui potrebbe essere utile fare qualche passata. Pertanto bisogna fare attenzione alla scelta, senza aver paura di sbagliare, quindi per prima cosa si sceglie il peso che secondo noi potrebbe essere ottimale e con occhio critico valutiamo il passaggio della ninfa sul tratto in cui stiamo pescando, senza avere la pigrizia di non voler cambiare gli artificiali per non perdere tempo o per non sprecare qualche centimetro di filo di nylon.

Le considerazioni fatte fino ad ora, devono tenere conto anche delle condizioni d’acqua che ci si prospettano davanti, infatti il torrente è un ambiente naturale completo; ovvero si trovano delle zone di acqua veloce, quindi caratterizzata da un flusso d’acqua che scorre verso valle velocemente e creando talvolta anche schiuma; acqua lenta, ossia un tratto dove lo scorrimento è molto lento e caratterizzato molte volte dalle cosiddette lame. Oltre alle condizioni morfologiche del torrente, ci si può trovare anche in condizioni di acqua limpida o acqua velata.

 

Le considerazioni da fare nei primi passaggi con la tecnica illustrata precedentemente sono:

  • Incaglio troppo sovente sul fondo

SOLUZIONE:

    • Tengo troppo molle il finale o la coda di topo, non segue in modo adeguato la discesa degli artificiali con la canna; (abbiamo detto di non tenere troppo in tiro gli artificiali per non far dragare le ninfe, ma neanche il contrario va bene, bisogna avere un livello medio di trazione);
    • Il peso delle ninfe è troppo grande, quindi alleggeriamo il peso complessivo delle ninfe effettuando dei tentativi, ovvero sbilanciando un po’ il finale posizionando la ninfa più pesante sul bracciolo;

 

  • La passata delle ninfe è troppo veloce

 

SOLUZIONE:

    • Il peso delle ninfe è troppo leggero, quindi aumento il peso delle ninfe effettuando dei tentativi sbilanciando il finale verso la ninfa posizionata sulla punta del nostro finale;
    • Accorcio la distanza tra gli artificiali, ovviamente mantenendo una distanza minima di 50 cm tra una ninfa e l’altra;

 

  • Mi accorgo di non pescare abbastanza in profondità

 

SOLUZIONE:

    • Aumento il peso delle mosche;
    • Diminuisco il diametro del tip, modificando l’attrito del nylon sull’acqua e permettendo di far scendere meglio le ninfe in profondità;
    • Diminuisco la distanza tra i due artificiali.

Pesca a STREAMER

Attrezzatura

L’attrezzatura ideale per questa tecnica risulta essere ottimale una canna di lunghezza compresa tra i 8 ft e 9,6 ft; con una coda #5 o del #6, quindi una canna leggermente più rigida rispetto a quella che si utilizza per la pesca a ninfa.

Per quanto riguarda gli artificiali, sono preferibili streamer piombati con o senza beads costruiti con piume di marabou di colore nero o bianco, ma anche i colori accesi, quali il rosso, arancione, giallo danno sempre i loro buoni frutti; oppure in alternativa quando i livelli d’acqua non sono alti un’arma micidiale risulta essere il muddler minnow non piombato, costruito con pelo di cervo.

Il finale compreso il tip deve essere lungo circa una volta la lunghezza della canna e il terminale deve avere un diametro preferibilmente compreso tra il Ø 0.16 – Ø 0.20 mm.

Tecnica

La pratica della pesca a streamer, consiste principalmente nell’istigare il pesce forzando la propria natura di predatore con un’imitazione di pesciolino.

In questo caso la tecnica maggiormente utilizzata consiste nello sfruttare la corrente del torrente che scorre verso valle per far muovere nell’acqua il nostro artificiale; quindi conviene adottare queste due strategie:

  1. Nel caso in cui si voglia pescare in uno specchio di acqua abbastanza ampio, da permettere un lancio anche solo di qualche metro oltre il cimino della canna, bisogna posizionarsi più o meno a metà di questo tratto e lanciare l’artificiale leggermente verso monte rispetto alla postazione di pesca:
  1. Con rapidi strappi alla coda di topo recuperiamo il nostro artificiale facendogli effettuare una diagonale grazie anche all’effetto della corrente che avrà portato verso valle il nostro artificiale;
  2. Si segue con cura l’ artificiale senza recuperare la lenza fino a quando lo streamer non sarà giunto a valle e risulterà in tensione rispetto alla postazione di pesca, solo ora inizierà la fase di recupero a strappi brevi ma continui.
  1. Nel caso in cui ci si trovi nei pressi di un tratto non troppo ampio invece è preferibile immergere l’artificiale senza disturbare troppo l’acqua con un violento impatto dello streamer sulla superficie dell’acqua. In questo modo l’artificiale avrà il tempo di effettuare una leggera discesa sia verso il fondo sia verso valle trascinato dalla corrente, in questo caso però al contrario di quanto visto nel punto 1. sarà la canna a manovrare la velocità del recupero, infatti, bisogna mantenere fissa la lunghezza della coda di topo fuoriuscita dalla canna e con gesti intermittenti sulla canna portandola verso monte o valle a seconda di come si desidera pescare il tratto.

Stagione

Il periodo più efficace per questa tecnica è sicuramente il periodo di maggior attività del pesce sotto il pelo dell’acqua, ovvero nei mesi estivi, o di fine primavera e preferibilmente quando la portata d’acqua del torrente è abbastanza elevata da garantire un’ampia popolazione di pesci in attività.

Inoltre risulta preferibile pescare a streamer in condizioni di acqua veloce, da usufruire meglio l’aiuto della corrente per il corretto adescamento degli artificiali, inoltre è preferibile anche una condizione di acqua non troppo limpida, cosicché il predatore percepisca le vibrazioni dell’artificiale in acqua senza badare troppo all’aspetto visivo.

Pesca a SECCA

Attrezzatura

L’attrezzatura ideale per questa tecnica è una canna con una lunghezza compresa tra i 7 ft e 8,6 ft che possano montare delle code del # 2 – 3 – 4.

Il finale compreso di tip deve avere una lunghezza pari a circa 2 volte la canna, il tip è preferibile che abbia un diametro compreso tra Ø 0.14 – Ø 0.10 mm.

Per quanto riguarda gli artificiali le imitazioni di sedge sono sempre gradite e danno sempre grandi risultati da maggio a settembre, costruite sull’amo del #10 – 12 – 14, sia per quanto concerne la pesca in bollata sia per quella in caccia.

Per la pesca in bollata invece è preferibile qualche imitazione di effimera, magari costruita in CDC, sedge, spinner, spent, e may fly; per quanto riguarda le dimensioni, dipende dalla popolazione dell’insetto che sta schiudendo in quell’istante, infatti molte volte è molto più importante la dimensione imitativa dell’imitazione stessa della mosca, quindi prima di apprestarsi all’azione di pesca bisogna valutare la dimensione degli insetti che stanno librando in aria.

Tecnica

La pesca a mosca secca prevede principalmente due tecniche, la prima è quella classica in bollata la seconda invece è detta in caccia.

La differenza sostanziale tra le due tecniche è quella di avere una percezione visiva dell’esatta posizione del pesce nel caso in cui rompe l’acqua, mentre per quanto riguarda la pesca in caccia non si ha una chiara visione del pesce, ma l’orario, e la presenza di insetti inducono alla probabilità che il pesce sia pronto ad effettuare una cattura sopra il pelo dell’acqua qualora si presenti l’occasione.

  1. Pesca in bollata: Il posizionamento corretto risulta quello di disporsi leggermente a valle rispetto alla cacciata, quindi effettuare il lancio della nostra mosca almeno un metro a monte della stessa, per permettere al pesce di poterla seguire visivamente e fisicamente per un breve tratto. La trota che caccia in superficie solitamente vede la mosca a monte, molte volte aspetta che l’insetto gli vada incontro per poi girarsi su se stessa ed effettuare la cattura, quindi solitamente la bollata risulta essere più a valle della postazione di caccia del pesce; si ricorda che per una buona presentazione, il finale non deve essere in tensione, ma bensì bisogna lasciare una certa ricchezza in termini di libertà alla coda o finale per potersi adattare al meglio alla corrente evitando i non graditi dragaggi dell’artificiale.
  2. Pesca in caccia:Non avendo una chiara idea di dove possa essere posizionato il pesce in caccia, a meno di non vederlo visivamente sotto la superficie dell’acqua, non si può dare una chiara indicazione su come posizionarsi sul tratto di pesca desiderato, quindi si può dare un’indicazione di massima in base a un paio di circostanze in cui ci si può trovare a pescare.
    1. Nel caso in cui stiamo pescando in una piana o in uno spazio abbastanza ampio, possiamo effettuare come nel caso dello streamer un lancio leggermente a monte della postazione di pesca, quindi seguire con la canna l’artificiale provvisto di una certa libertà in termini di ricchezza di finale o coda, aspettando l’improvvisa salita del pesce, nel caso invece, non arrivasse si aspetta che la mosca arrivi fino a valle del tratto di torrente considerato per poi richiamare lentamente l’artificiale, imitando quindi un insetto che pattina sul pelo dell’acqua o che non riesca a prendere il volo, questa risulta infatti essere un’azione molto redditizia.
    2. Nel caso in cui ci si appresti a pescare in un tratto ristretto, effettuiamo dei passaggi come illustrato per la tecnica della pesca a ninfa, quindi posiamo l’artificiale a monte lasciandolo proseguire a valle dalla corrente richiamandolo successivamente utilizzando solamente la canna.

Nel caso della pesca a secca in caccia non è così fondamentale fare attenzione al dragaggio della mosca, anzi in molti casi risulta essere un’arma in più.

Prima di effettuare il primo lancio, se possibile è sempre meglio trattare la mosca secca che si vuole adoperare con il silicone apposito, per migliorare il galleggiamento dell’artificiale. Dopo la cattura invece è consigliabile lavare la mosca nell’acqua del torrente togliendo quindi il residuo di muco del pesce che limita il galleggiamento dell’artificiale e compromettendo quindi l’azione di pesca successiva, per poi asciugarlo con gli appositi sali o un pezzo di amadou.

Stagione

Il periodo ideale per questa pesca è sicuramente nelle ore centrali della giornata per quanto riguarda i primi mesi di primavera, e invece le ore serali per quanto riguarda maggio e inizio giugno. Per quanto riguarda i mesi estivi invece è consigliabile il mattino presto oppure la sera all’imbrunire, quando le temperature si riducono rispetto alla media giornaliera.

GLOSSARIO

 

Hot spot: punto nel quale è più probabile trovare un pesce.

Beads: pallina posta a ridosso dell’occhiello dell’amo, che può essere di tungsteno, ottone o  plastica.

Amadou: fungo utilissimo per asciugare l’artificiale.

Tip: tratto di filo di nylon dove si lega l’artificiale o gli artificiali

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